Backup Veeam

Condivisione di file di backup Veeam criptata da un ransomware: il racconto di un recupero dati riuscito

Questo caso reale illustra come un attacco sofisticato possa aggirare le protezioni più robuste, ma anche come un intervento esperto possa consentire di recuperare la maggior parte dei dati. Ecco il racconto di questa corsa contro il tempo.

Immaginate: sono le 22 di venerdì sera e un’azienda con sede a Seoul, leader nel settore delle risorse umane, scopre con orrore che tutti i suoi file critici sono stati criptati da un ransomware. Questi dati, archiviati su un NAS centralizzato, sono vitali per i team di produzione e i servizi amministrativi. Tra essi, i file di backup Veeam NAS, progettati per proteggere l’azienda da questo tipo di attacco. Tuttavia, i cybercriminali sono riusciti ad accedere al NAS come amministratori, criptando non solo i file aziendali, ma anche i backup stessi.

Contesto: un’infrastruttura critica sotto attacco

Un NAS centralizzato, cuore dell’attività

L’archiviazione dell’azienda si basa su un NAS (Network Attached Storage) che centralizza oltre 2 TB di dati, cioè più di 650.000 file. Questo storage serve sia per le operazioni quotidiane sia per gli archivi strategici. Per proteggere questi dati, l’azienda aveva implementato Veeam NAS Backup, una soluzione nota per la capacità di gestire milioni di file senza rallentamenti e che integra una protezione contro cancellazioni accidentali e ransomware grazie a un sistema di versioning.
Veeam NAS Backup è ottimizzato per le condivisioni NFS e SMB e offre un’alta granularità nel ripristino dei file. Tuttavia, anche le migliori soluzioni hanno dei limiti: se un attaccante ottiene i diritti di amministratore sul NAS, può criptare l’intero contenuto dei dati, inclusi i backup.
L’attacco: venerdì 15 agosto 2025 alle 22:00
È esattamente ciò che è accaduto. I cybercriminali hanno sfruttato una vulnerabilità per accedere al NAS con privilegi di amministratore. Risultato: tutti i file, inclusi i backup Veeam, sono stati criptati. Le estensioni .vblob, .vindex e .vslice – essenziali per il funzionamento dei backup Veeam – sono state rinominate e rese illeggibili.
veeam backup ransomware
Esempio di file Veeam share criptato da un ransomware

Di fronte a questa situazione, l’azienda si trova in un vicolo cieco:

  • Impossibilità di accedere ai dati: i file sono criptati e i loro nomi modificati.

  • Urgenza operativa: ogni ora di indisponibilità mette a rischio la continuità dell’attività.

  • Dubbi sul recupero: anche i backup stessi sono corrotti.

La sfida: ripristinare backup criptati

Comprendere l’architettura dei backup Veeam NAS

Prima di poter intervenire, è fondamentale capire la struttura dei file Veeam NAS Backup:
  • .vblob: questi file contengono i dati grezzi derivanti dai backup della condivisione NAS.
  • .vindex: sono metadati binari che descrivono i nomi e le versioni dei file salvati.
  • .vslice: questi file descrivono l’allocazione dei dati all’interno dei .vblob.
Senza questi metadati, il ripristino è quasi impossibile. Tuttavia, i team tecnici di Recoveo (la nostra società) decidono di raccogliere la sfida.

Un approccio su due fronti

Per massimizzare le possibilità di successo, vengono mobilitate due squadre:
  1. Team “Struttura”: incaricato di ricostruire la struttura delle cartelle e dei file.
Team “Dati”: focalizzato sull’estrazione e il recupero dei dati grezzi.

La soluzione: un intervento tecnico su misura

Fase 1: Analisi della struttura dei file

La prima fase consiste nell’analizzare in profondità la struttura dei file criptati. Grazie a strumenti di analisi esadecimale e reverse engineering, gli ingegneri identificano schemi ricorrenti nei file .vblob, .vindex e .vslice. Questa analisi consente di comprendere come i dati erano organizzati prima della crittografia. I file .vindex contengono intestazioni specifiche che, una volta decodificate, rivelano informazioni sui nomi dei file e sulla loro gerarchia.
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Il nostro strumento di analisi in azione durante le nostre indagini

Fase 2: Sviluppo di uno strumento proprietario di estrazione

Di fronte all’assenza di una soluzione pronta all’uso, gli ingegneri sviluppano uno strumento su misura in grado di:
  • Analizzare i metadati: estrarre le informazioni dai file .vindex e .vslice nonostante la loro crittografia.
  • Ricostruire la struttura ad albero: recuperare la struttura originale delle cartelle.
  • Estrarre i dati grezzi: recuperare il contenuto dei file .vblob e associarli ai loro nomi originali.
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Interfaccia del nostro strumento di estrazione durante il processo di recupero

Fase 3: Test di ripristino

Prima di avviare un’estrazione massiva, vengono effettuati test su file critici (contratti, database HR, documenti amministrativi). Questi test convalidano:
  • L’integrità dei dati: i file ripristinati vengono testati.
  • La coerenza della struttura ad albero: cartelle e sottocartelle sono correttamente ricostruite. Il cliente ci ha fornito un elenco completo della sua struttura, che ci permette di confrontarla con il nostro risultato.

Fase 4: Estrazione e validazione

Una volta finalizzato lo strumento, l’estrazione viene avviata. I file vengono recuperati a lotti, con una verifica sistematica della loro integrità. Viene generata una lista dettagliata dei file ripristinati per permettere all’azienda di convalidare la completezza dei dati.

Risultati: 93% dei dati recuperati in meno di una settimana

Un successo oltre le aspettative

Contrariamente alle previsioni iniziali, il 93% dei dati del Veeam NAS Backup è stato recuperato. Questo risultato eccezionale si spiega grazie a:
  • La robustezza dello strumento sviluppato: capace di aggirare la crittografia dei metadati.
  • La ridondanza delle informazioni: i file .vblob contenevano sufficiente ridondanza per ricostruire gran parte dei dati.
  • L’esperienza dei team: la combinazione di competenze in cybersicurezza, sviluppo e gestione dati è stata determinante.

Testimonianza del cliente

«Con Recoveo abbiamo trovato una soluzione per recuperare i dati dal nostro Veeam NAS Backup. Il ripristino è quasi completo e siamo riusciti a riprendere la nostra attività in meno di una settimana. Questo intervento ha salvato anni di lavoro ed evitato una crisi importante per la nostra azienda.» — Yu-jun Chung, Esperto IT

Lezione appresa da questa crisi

L’importanza di un partner esperto

Di fronte a un ransomware, ogni minuto conta. Rivolgersi a esperti nel recupero dati può fare la differenza tra un rapido ripristino delle attività e una perdita irreversibile.

Conclusione: una vittoria contro il ransomware

Questa storia dimostra che un attacco ransomware, anche se devastante, non è sempre una condanna inevitabile. Grazie a un’analisi tecnica approfondita, a uno strumento su misura e a una stretta collaborazione con il cliente, è possibile recuperare gran parte dei dati. Se la vostra azienda si trova di fronte a una situazione simile, non esitate a contattarci. I nostri team sono pronti ad assistervi per minimizzare l’impatto e ripristinare i vostri dati critici.